Si tratta di questo. Una raccolta di microracconti. Lunghezza del testo: cento parole. Anzi, massimo cento. Il racconto si inserisce nella "text box" in fondo alla pagina. Nome e email sono obbligatori. Ma si può sempre scegliere l'anonimato. Il titolo del racconto (facoltativo) non è considerato nel conteggio delle parole. Due parole separate da un apostrofo sono considerate dal software come una parola sola. Ci sta bene. Sono bandite le poesie e le speculazioni filosofiche, bisogna raccontare una storia. Finalità e scopo: nessuno. Ma nel caso raggiungessimo un considerevole numero di racconti di buona qualità si potrebbe contattare un editore per pubblicarli. Il nostro motto è: "siamo scrittori, ma di poche parole". Per ogni dubbio, domanda o suggerimenti scrivetemi alla mia mail o contattatemi attraverso mannotpixel.com. Dei problemi tecnici del sito si occupa la webmaster

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o megl ma megl megl megl
na vot m accattaj na makin e 1.000.000 anduvinat krer:er a ferrari però a nov ua e k pariamient .Però n juorn o sapit ke succiess???Mo vo dic.Allò,i er jut ncopp o tagata e mo tnev e kiav int a sacc,mentr stev girann a giostr e kiav ra ferrari carettn ra giostr senz k i m n accurgett.Alla fin s ern futtut a makin.Picciò nn jat maj ku kokkos int a sacc ncopp o tagata.Cia vuagliuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu e forza napolii p semp
o megl ma megl megl megl
na vot m accattaj na makin e 1.000.000 anduvinat krer:er a ferrari però a nov ua e k pariamient .Però n juorn o sapit ke succiess???Mo vo dic.Allò,i er jut ncopp o tagata e mo tnev e kiav int a sacc,mentr stev girann a giostr carett ra giostr sez k i m n accurgett.Alla fin s ern futtut a makin.Picciò nn jat maj ku kokkos int a sacc ncopp o tagata.Cia vuagliuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu e forza napolii p semp
femate
finito torno a casa, il rumore dei miei passi faceva fatica a raggiungere il normale eco, i vicoli stretti della città sembravano assorbirlo, avevo sempre l'impressione che in quei budelli se due abitanti avessero aperto contemporaneamente le porte avrebbero incrociato le loro mani ma di notte quelle mani nella mia mente prendevano strane forme, s'intrecciavano su di me minacciose, fortuna durava poco 5 minuti fino al mio portone e poi nel mio letto caldo devo solo prenderele chiavi dalla borsa ahhh qualcuno stava provando a trascinarmi aiuto, scusi ma perchè urla tanto siamo al capolinea deve scendere ha capito
scappo..scappo via..lontano da tutto ciò ke è stato,da tutto ciò ke è..e di ciò ke sarà.... la paura prende il sopravvento su di me..paura di cadere,anzi sprofondare in un luogo sconosciuto dove sarei sola.... sola....xla prima volta senza nessuno nel cuore. scappo.
Odio Profondo
dovrei prenderti tra le braccia,stritolarti fino a sentire le tue ossa rompersi,lacerarti dentro come hai fatto con me,fino a farti sputare l'anima,poi guardarti implorare pietà e negartela,dirti ti amo mentendo come hai fatto con me,dirti ti odio dal profondo e farti vedere la sincerità nei miei occhi,guardare i tuoi spegnersi nel terrore di nn vivere fino alla prossima alba,ti vedrò scomparire e andare a fondo,e girerò le spalle come hai fatto con me,lasciandomi dietro il tuo sguardo vuoto,versando lacrime di ghiaccio ke si infrangeranno al suolo senza rumore...pensare ke ti amavo,pensare ke ti odio più di me stesso!
Sogno al chiaro di luna
Insieme fissammo a lungo la luna...nn la si vedeva da tempo,troppe nubi c'erano state e forse ancora c'erano,ma gli occhi di due innamorati vanno oltre le nuvole,nei loro occhi si vede il sogno di essere a mille piedi da terra e volare,soli nel cielo,accarezzare la luna...afferrare le stelle,formare un cuore e le loro iniziali,la scia di una cometa li porterà lontani,oltre quel sogno ad occhi aperti,sciolto in un tenero bacio...
Corroso
"è finita cosi?",lei annuì.
era finita cosi,senza una ragione apparente,qualke sua lacrima...strano,eppure è lei ke ha preso la decisione!seppur difficile da accettare,tu l'hai fatto.
"Possiamo essere amici?" "certo" cosi le ho detto...strano ke me lo chieda lei.X l'ultima volta l'accompagni a casa...lei va,ti lascia li,con un bacio...e un dubbio...xke quel TI AMO la sera prima?
Corroso
"è finita cosi?",lei annuì.
era finita cosi,senza una ragione apparente,qualke sua lacrima...strano,eppure è lei ke ha preso la decisione!seppur difficile da accettare,tu l'hai fatto.
"Possiamo essere amici?" "certo" cosi le ho detto...strano ke me lo chieda lei.X l'ultima volta l'accompagni a casa...lei va,ti lascia li,con un bacio...e un dubbio...xke quel TI AMO la sera prima?
Escursione in Val Ferret
Il ghiaccio della Brenva scende dal Monte Bianco imponente
e misteriso come un castello fatato con mura e torri merlate.
Dopo gli ultimi larici un sentiero appena visibile sale fra rocce, cespugli di mughi e radi ciuffi d'erba.
Lui e lei si riposano su una piccola verde radure ai bordi del giacciaio. Alle loro spale alte quinte di roccia proteggono
l'ardente corteggiamento di due esseri umani raramente presenti in quel gelido silenzioso regno di nevi perenni.
Il cupo pauroso rimbombo di una frana risuona giù nella valle
e si confonde con l'alto grido che suggella la valanga della
passione.
Gita al lago
La barca scivola silenziosa su un lago piatto, verde azzurro,
inondato di sole.
Lo sciabordìo ritmico dei remi si mescola a tenere parole di
desiderio e di ammirazione.
Lei indossa un bikini a fiori che esalta il suo corpo di giovane donna, ammagliante come una scultura di candido marmo.
Lui con occhi ardenti la brama.
La barca ormai priva di guida avanza zigzagando al limite dei
canneti.
Un verde ondeggiante sipario di fitte canne nasconde ad occhi indiscreti le incontenibili effusioni di due innamorati.
La barca oscilla silenziosa ed accogliente come una culla.
uccido
ma cosa mi succede? la vendetta inizia a piacermi...inizia a nascere in me quel desiderio di mettere zizianie tra la gente....di vedere urlare piangere, maledire....UCCIDERE....forse sono io stessa che uccido...che strazio il cuore della gente....ecco perchè di notte mi sveglio e trovo sangue....perchè ho le mani sporche di sangue? che mi sta succedendo? AIUTATEMI....sono cambiata e non mi piace....
sono diventata un mostro.....
In aereo
‘Napoli addio..’ pensò Antonio guardando la città dall’alto mentre l’aereo virava proprio sopra il golfo. Quante volte aveva fatto quella tratta, quante volte aveva provato l’emozione di rivedere questa città ‘ebbra di luce’ e tante altre volte aveva provato nel cuore quello struggimento nel lasciare quel luogo, quasi ad identificarla con una persona, amata sì! di più, incancrenita dentro, cementata. Era come se si fosse strappato qualcosa al decollo e fosse stata lasciata lì su quella pista di asfalto nera: una parte del corpo e della mente si separava da te tanto da sentirti poi menomato
Istrione bugiardo
'Un'animale da palcoscenico. Riesce a calamitare l'attenzione di ogni spettatore, sembra parlare ad ognuno di loro... li osanna, li deride, trova somiglianze, snocciola battute come se stesse recitando un rosario...e la gente si innamora, uomini, donne, bambini. Ridono, lo ammirano ipnotizzati.' Lo guardavo.'Ma non recita. Nessuno se ne accorge?' pensai, e quel pensiero fu l'ennesima conferma alla mia decisione. Quella sera, al termine dello spettacolo, non ci saremmo rivisti,l'avevo deciso io e ne ero felice. Basta recite. Ore 00.45 Squilla il cellulare...batticuore. 'E' lui?' Era mio padre. Non risposi.
eccomi
Nato son nato, non ci sono dubbi. Mia mamma raccontava che mentre nascevo espletavo il mio più elementare bisogno fisiologico, facendo capire subito di che sesso ero in un epoca in cui non esistevano ancora le ecografie.
Candida
Candida,come le avevano detto i suoi parenti, aveva preso dalla famiglia della mamma quel 'ramo' di follia che aveva sempre identificato il loro casato. Infatti, tra gli avi c'era quella bisavola che si era buttata dagli spalti del castello, novella Tosca e quella trisnonna che delusa dall'amore si ammazzò ingurgitando acido; ma c'era anche chi aveva pensato di sopravvivere alla consorte uccidendola con un topicida. Processi per impugnazioni di testamenti, figli illegittimi mai riconosciuti, aborti provocati, adulteri a non finire. E così nel tempo si furono persi un paio di cognomi, delle proprietà in città e delle tenute agricole.
Rinascita
Corro veloce tra il campo, il cielo pare un drappo funebre, la Luna sorride malinconica; le mie mani sfiorano verdi fili d’erba troppo cresciuti, le orecchie percepiscono il suono del vento, la vista mi si annebbia per qualche istante. Guardo davanti a me: il silenzio m’avvolge violento.
Lui mi sta raggiungendo…sento già il suo fiato sul mio collo. Aiuto!
La mia esistenza sta volgendo al termine…furioso, selvaggio m’afferra e mi morde. Ha fame, beve avido, affamato di questa mia umana vita. Calma. Tranquillità. Vedo per l’ultima volta la spirale stellata che mi avvolge. Quiete. Ora sono me stessa.
LE DUE SORELLE
Quando si entrava in quella casa si provava sempre una sensazione sgradevole di gelo, anche d’estate quando l’afa esterna era soffocante. Tale freddezza sembrava rispecchiarsi nella flemma delle due vecchie sorelle che l’abitavano. L’odore di chiuso si mischiava con quella puzza di cavolo bollito che c’era sempre nell’aria e che oramai aveva impregnato anche i muri.
AI FRARI
Varcò il grande portale e si ritrovò, dopo tanto sole, nel buio più fitto. Un poco alla volta cominciò a vedere la grande navata, le vetrate colorate nell’abside, poi la grande pala che improvvisamente si illuminava sul presbiterio, dopo un’offerta fatta da un turista. Fece un profondo sospiro e percepì chiaramente cosa significava la ‘sobria ebbrezza dello spirito’.
Si sedette su una panca e si ritrovò con gli occhi pieni di lacrime.
chimera
Era svanita come il fiato sul vetro per concedersi a ciò che mai aveva capito - Stabilità.
Non era come la immaginava. Non lo è mai.
A volte pensava alla sua vecchia vita, con febbricitante nostalgia ma senza rammarico alcuno. Ancora una volta si sentì braccata dalla voglia di fuggire. Non ritornò indietro, ma riprese ad agire per inseguire un'altra chimera.
la forma e il tempo
Si guardava allo specchio e l’immagine che ne riceveva si sovrapponeva a quella di tutte quelle altre volte che aveva compiuto quel gesto. Il ricordo che aveva di sé mascherava i sottili e continui cambiamenti che si succedono col passare del tempo, delle stagioni, degli stati d’animo anche se l’espressione del suo viso non cambiava; quello che vedeva non era mai uguale a quello del giorno prima. Spesso rivedeva nel suo volto quello di suo padre, certe forme, certe espressioni glielo ricordavano; quello stesso solco che le divideva la fronte che un giorno era più sottile, altre volte più marcato.
Louise
Non era particolarmente bella e non era bionda come certa iconografia vorrebbe fossero tutti i bambini. Aveva dei grandi occhi molto espressivi che sembravano forse più chiedere affetto che comunicare un certo disagio. Nei suoi pochi anni Louise aveva vissuto già delle esperienze molto forti che l’avrebbero segnata per la vita. Nata da un amore sciagurato, i suoi genitori erano molto giovani. Il padre mai seppe della suo concepimento né tanto meno della sua nascita. Durante il periodo della gestazione sparì. Dissolto come fosse neve al sole, non si è saputo mai più nulla di lui
Fuori da noi
Fuori da noi ci sono nuvoloni colmi di pioggia...tetri e minacciosi. Fuori da noi sembra assordante il silenzio e muto il rumore. Fuori da noi ho paura,paura di non riuscire più ad entrare, paura che quel noi si trasformi in due piccole vocali "io". E se questo "noi" non fosse mai esistito e l'avesse partorito il mio cuore? Dunque non avrei motivo di temere!Ma questo "io" passato, presente e futuro è un "io" troppo piccolo, così piccolo da non riuscire a farmi stare fuori da me.E non trovo più il sole.
La stanza del sole (frammento de "Il corridoio")
Non era solo la maniglia ed essere fredda. Istintivamente strinse le braccia attorno al petto mentre il respiro gli si condensava in piccole nubi di vapore bianchissimo.
La stanza era vuota, pallidamente illuminata dalla luce lunare che penetrava da una finestra aperta.
Scattò verso le inferriate con la speranza di poter finalmente vedere cosa ci fosse fuori da quell' interminabile labirinto di stanze e corridoi di cui era prigioniero.
Nessuna luna, solo un sole nero e brillante nel vuoto cosmico di un cielo senza stelle e sotto di lui un deserto di cristalli di ghiaccio che scompariva alla vista.
treno
ti ho visto sul treno, e per un errore ti o conosciuto, i tuoi occhi verdi, i tuoi lineamenti erano così belli da desederarti, ti ho perso e ti ho ritrovato avevo voglia di fare l'amore ma avevo paura di te, la tua bellezza, i tuoi discorsi mi facevano paura e per colpa della mia paura, giorni dopo mi hai detto che ti sei fidanzato. ma nella mia mente c'è sempre il tuo volto così bello e sensuale e io credo che un giorno sarai di nuovo mio.
Dura solo un po', poi la smettono
"Già litigano", disse Pasquale a Livio, suo fratello.
"Ma non t'importa se i nostri genitori litigano da mesi?", disse Pasquale.
"Ma che vuoi stamattina? Sono problemi loro. Dura solo un po'. Non farci caso", disse Livio.
Pasquale fissò il soffitto poi si alzò di scatto.
"Credo che dovremmo fare qualcosa, parlare e far capire loro che ci siamo anche noi. La devono smettere", disse Pasquale.
"Credi che starebbero a sentirci? Cosa possiamo fare? Dura un po’, poi la smettono", rispose Livio.
"Sì, ma la mamma rimane lì, a piangere", continuò Pasquale.
...e lui se ne va", rispose Livio, rassegnato.
semplicemente
semplicemente....ti amo!
In autobus
Con uno scatto afferrai la sua mano.
Restammo in piedi. Impietriti. Lui dietro di me.
L'autobus arrivò al capolinea e riprese il giro più volte.
Improvvisamente:"Signori, la vettura va in deposito, dovete scendere!".
Lasciai la presa.
Il ladro scese e scomparve nel buio.
L'autista mi guardò come si guarda un'amante abbandonata.
la nonna 4

- oppure quando era raffreddata..
- Statemi lontani, ho il colera oggi..-
Aveva una predilezione per lo zio, anche se non voleva ammetterlo..
-Quando mi guarda mi perdo nei suoi occhi e mi intenerisco- disse una volta a papà- ma non devi essere geloso sai..lui è diverso..-
Era già vedova quando nacque. E quel poco che so mi è stato raccontato dalla mamma. Non correva buon sangue tra le due donne.
-E’ l’unica nuora che ho, ma è come se non l’avessi. Non c’è mai, non so dove sia né cosa faccia..-
la nonna 3

Ricordo che un paio di volte durante questi pranzi la feci infuriare perché toccai le posate prima che fosse lei ad incominciare. Mi fulminò con lo sguardo anche quando sorbendo del brodo caldo feci del rumore con la bocca.
-I bambini d’oggi sono tutti maleallevati! – diceva a mezza voce guardando mia mamma che faceva spallucce e guardava altrove.
Aveva un linguaggio tutto suo: al tramonto, quando nelle sere tiepide se ne stava seduta in giardino, declamava qualche poesia e poi si interrompeva:
- Ecco, a quest’ora mi scende la malinconia-
La nonna 2
C’era nell’aria questo odore di brodo, di bollito con il fondo piccante della mostarda fatta in casa a cui poi si sostituiva l’aroma più deciso dell’arrosto e poi il burroso panettone o la colomba calda con lo zabaione. Finito il pranzo ci si scambiava i regali o le uova colorate. A poco a poco questi rituali si sono sfaldati..e poi con la morte della nonna scomparsi. Gli ultimi anni, non camminava più. Era in carrozzella e non voleva più riunire l’intera famiglia per le festività. Preferiva starsene sola con la sua fidata badante e farci gli auguri per telefono
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